Mentre curiosavo su Wattpad mi sono imbattuta nel libro di Silvana Uber e senza troppi pensieri e, devo ammetterlo, anche senza troppe pretese ho iniziato a leggerlo. E niente ragazzi, l’ho proprio divorato in, non so, due giorni?! Mi è piaciuto tantissimo, divertente e scritto anche molto bene, mi ha catturata tra le sue pagine senza lasciarmi andare. 

Io, che poi divento ossessivo compulsiva con i libri/autori che mi piacciono, ho iniziato la mia giornaliera attività di stalking. Ho scoperto, infatti, che il primo libro è stato anche pubblicato da una CE e, soprattutto, fa parte di una trilogia di cui posso già leggere gli altri due capitoli. La mia felicità nemmeno ve la descrivo. 

Con uno scatto gli occhi di Alec si sollevarono, perdendosi nuovamente nella malinconia armonica del paesaggio. 
“Resterò alzato” ripeté a voce ancora più bassa. “Ma se tu ora te ne andrai, il mio cuore si inginocchierà umile e servitore ai tuoi piedi, supplicandoti di essere portato via con te, perché nessun tempo o secolo potrà mai essere casa sua, se non ci sarai.”

Se ti prendo sarai mia è, appunto, il primo capitolo di questa serie meravigliosa che, rullo di tamburi, è un TIME-TRAVEL ROMANCE. State piangendo? Perché io sì. 

La protagonista femminile, Nadine, è una bellissima tirocinante di chirurgia, femminista e irriverente che si troverà catapultata nel 1612 sposata al, niente di meno, Signore del maniero: Alexander McKenzie O’Braam o, per i più intimi, semplicemente Alec.

I battibecchi tra loro sono stati così esilaranti che ho quasi pianto; ho amato Nadine, con la sua impulsività e sfrontatezza, ma ho anche apprezzato molto Alec, così sicuro e autoritario. Un vero guerriero di quell’epoca che si troverà a dover trattare con una donna totalmente indipendente del nostro secolo. 

Niente lettori, inutile dilungarmi troppo, ma vi consiglio assolutamente questo libro. Benché abbia delle similitudini con la serie di Diana Gabaldon, vi assicuro che dopo le prime pagine smetterete di paragonarli e vi godrete il viaggio indisturbati. 

Alla prossima lettura. 

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