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“Leo”, mormoro mentre lui aderisce alla mia schiena nuda e sposta di lato i capelli bagnati.
“Per questa sera sono Romeo”, sussurra stringendomi un po’ di più.
“Il mio bellissimo Romeo in blue jeans”

Buon pomeriggio popolo, oggi vi parlo di un Romeo in blue jeans di Martina G, Daisy che, in collaborazione con l’autrice, ho avuto la fortuna di poter leggere. 

È un romanzo della più pura sfumatura di rosa, uno di quelli che, dopo una giornata sfiancante, ti risolleva il morale e infonde pace e serenità. Non sono una grande lettrice di questo genere ma, a volte, sento davvero il bisogno di leggere qualcosa di piacevole senza essere eccessivamente impegnativo. 

Nonostante, però, la leggerezza della storia non è una lettura scontata e superficiale e, anzi, la parte finale, con gli intrighi familiari, mi ha addirittura sorpreso.

Se penso a questo romanzo mi vengono in mente due parole: fiducia e tradimento. Due termini opposti ma che vanno di pari passo. La fiducia è qualcosa che concediamo con riluttanza, che, come autodifesa, impariamo a centellinare per paura di essere, appunto, traditi. 
Fondamentale, questo romanzo si basa proprio su questo: sulla forza di rialzarsi dopo essere stati ingannati dalle persone che ci sono care. 

Margherita Contini, la protagonista, è una ragazza solare, stravagante e piena di vita ma, purtroppo, è estremamente insicura. Questa stessa insicurezza la porterà più volte a giustificare alcuni comportamenti sbagliati del suo ragazzo Roberto. La condurrà, addirittura, a sentirsi colpevole e, talvolta, meritevole di queste disattenzioni. 
Roberto, che non è propriamente un cattivo ragazzo, rimane comunque un personaggio di base abbastanza fastidioso. Se si candidasse al titolo di fidanzato dell’anno, oltretutto, non arriverebbe nemmeno all’ultimo posto. Egoista, superficiale e borioso mi è stato antipatico pressoché da pagine due. 

Finalmente, però, Margherita conoscerà Leone Falvo Farina, che per fortuna si fa chiamare soltanto Leo, uno psicologo che incontrerà nella scuola in cui insegna. Tra i due scatterà subito la proverbiale scintilla e come poterebbe essere altrimenti?! Alto, bello, intelligente e gentile è il principe azzurro che tutte meritiamo. Così tanto da potergli perdonare anche il suo tatuaggio un po’ Tumbler sul braccio. 
Leo, con la sua pazienza e innaturale dolcezza, riuscirà infine a farle riacquistare la fiducia in se stessa. 

“Perché Leo è così, capace di catturare lo scorrere dei miei pensieri. 
Non serve nemmeno che io apra bocca, lui ha già intuìto cosa sto per dire. Non serve che finga che tutto va bene, non attacca con lui. Capisce quando sono nervosa, delusa, impaurita.
Capisce persino ciò che fatico a comprendere.”

Entrambi sanno cosa voglia dire essere traditi e oltre l’attrazione iniziale scopriranno di essere l’uno la cura dell’altro. Leo, con la sua empatia, riuscirà a far uscire dal suo bozzolo Margherita e lei, a sua volta, attraverso la sua spontaneità e ingenuità, riuscirà a far ritrovare la mancata fiducia di Leo per il mondo. 

Per concludere: una coppia adorabile di cui mi è piaciuto leggere, ed è sicuramente un libro che consiglio alle inguaribili romantiche o semplicemente per staccare la spina e godersi una bella commedia.
Uniche due pecche: la totale indecisione della protagonista nel fare una scelta, tanto da non farla ma, semplicemente, adeguarsi allo scorrere degli eventi (fossi stata in Leo mi sarei sentita, all’inizio, un rimpiazzo) e la lunghezza, un deficit che purtroppo porta il romanzo a essere frettoloso in alcune parti e non permette di entrare in totale sintonia con i personaggi. Comunque, è un romanzo ben scritto e ho apprezzato molto lo stile di Martina, esilarante al punto giusto tanto da farmi, addirittura, ridere a tratti.

P.S. sono una fan sfegatata dei genitori di Margherita, e sì, anche io avrei usato il punteruolo signora Contini, se lo sarebbe proprio meritato. 

Bene ragazze, mi sono accorta di aver scritto un libro su un libro, direi, dunque, di fermarmi qui. Alla prossima lettura readers. 

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