Serie tv: El internado – Laguna Negra, la recensione.

Ero in cerca di una serie TV avvincente da molto tempo quando, un dì all’improvviso, su facebook mi capita sott’occhio la pubblicità dell’Internado. Inizio così a navigare, leggere e, totalmente coinvolta dalle vicende, non mi accorgo che, in realtà, le puntate che sto iniziando a vedere corrispondono solo in minima parte a quello che ho letto. Quello che sto guardando è infatti la versione originale e spagnola di una serie TV che, cari lettori, ha catturato il mio interesse come poche volte nella vita. 

In questi anni ho amato la velocità di Flash, la tenacia di Arrow, i lupi di Beacon Hills ma solo una mi ha fatto battere veramente il cuore: Supernatural. Oggi però posso dire che El Internado è arrivata a farmi riprovare quelle stesse sensazioni ed emozioni di un tempo. Ho praticamente finito le puntate in un sol boccone, con il fiato sospeso e la curiosità che mi hanno portato a far nottata. È riuscita addirittura a farmi dimenticare i miei impegni con la mia Juve (e nessuno viene prima della mia amata Signora).

Tutto è ambientato in un collegio per “signori”, il Laguna Negra, situato in un bosco. Il collegio che, in passato era un antico orfanotrofio, viene riaperto da Hector de la Vega aiutato da Elsa Fernandez, in cui entrambi hanno vissuto. 

L’orfanotrofio però non è ciò che sembra, di fatto in passato conduceva esperimenti sui bambini da parte di un’azienda farmaceutica: l’Ottox, esperimenti che continuano tutt’ora. Ad un certo punto nel collegio arriveranno Marcos e Paula, i figli di una coppia scomparsa misteriosamente. Ed è così che il nuovo arrivato, Marcos, con l’aiuto di altri ragazzi: Ivan, Vicky, Carolina, Cayetano, Roque, Julia, affronterà varie difficoltà e peripezie che lo porteranno alla scoperta dei segreti di questo collegio e di alcune morti misteriosamente correlate. 

È vero, come sempre, in ogni serie c’è sempre una stagione che ci appassiona di meno ma, queste dell’Internado, sono state tutte emozionanti; ogni puntata è ricca di emozioni diverse: gioia, tristezza, ironia, cattiveria. Un’ora e venti di passione ma, nello stesso tempo, di delirio per la voglia di vedere la puntata successiva. 

L’Internado è un programma in cui si impara ad apprezzare davvero il valore dell’amicizia che, di fronte alle difficoltà, può vacillare e cadere a pezzi ma, al contempo, può anche rafforzarsi ancora di più. Insegna anche ad apprezzare l’importanza di un amico rispetto l’amore per la ragazza che da sempre ti ha fatto battere il cuore e che, dal giorno prima, è  stata motivo di discussioni e lotte. 

In ogni puntata si conosce la forza dell’amore in tutte le sue sfaccettature: da quello di una madre che fa di tutto per cercare i suoi figli; a quello dei figli che lottano per ritrovare i loro genitori creduti morti. Amore e amicizia si intrecciano, però, anche un’altra emozione, la paura: buoni e cattivi saranno costretti a conoscere cosa vuol dire avere paura, come si affronta e tutto ciò che ne può derivare. Perché la paura è malvagia, ci porta a compiere gesti che molte volte non vorremmo, diventando persone ben lontane dal nostro essere. 

In questa serie molti sono i personaggi che ci lasceranno a bocca aperta per le scelte che faranno sia dal punto di vista negativo che positivo. Arriveremo alla fine dicendo: “che delusione sei” con la lacrima che scende, però, chissà, come ci saremmo comportati noi al loro posto.

Infine l’Internado ci insegna il rispetto della vita, perché anche se fatta tanti anni fa, è un bel richiamo per i giorni nostri. Ci ricorda quanto preziosa sia la vita, non solo la propria ma anche quella degli altri e di essere responsabili, perché nessuno ci da il diritto di compiere scelte e azioni altrui.

Non ho ancora avuto il piacere di guardare la serie aggiornata ma posso consigliarvi, senza dubbio, la serie spagnola, quella originale. Un cast eccezionale di attori, da quelli più anziani a quelli più piccoli, che hanno contribuito a rendere la serie TV ancora più piacevole, divertente e ironica. 

Non lasciatevi sfuggire El Iternado, ancora meglio in lingua originale.

Come sempre…. buona visione!

Pubblicato da Filomena

APPASSIONATA LETTRICE, AMO LEGGERE QUALSIASI GENERE LETTERARIO: DAL ROMANCE, AL FANTASY, TROVANDO UN PARTICOLARE INTERESSE PER GLI MM. Come scrive Marilù S. Manzini per me la vita è come un libro da leggere, ognuno ha il suo spessore differente. Qualcuno ha più pagine, qualcuno meno. Quelli con la copertina rigida quelli che l hanno morbida. Ma quello che non possiamo fare è correre subito a leggere la fine, perché siamo analfabeti e impariamo a leggere man mano che sfogliamo. Siamo anche pò dislettici: a volte sbagliamo parola, non capiamo il loro significato, lo scambiamo. In più ci sono le note al margine, le più pericolose, perché non sono risposte attendibili, ma suggerimenti che non fanno altro che incasinarci ancora di più.

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