Lettere in bottiglia, Recensioni Libri

Lettere in bottiglia: Stradario aggiornato di tutti i miei baci di Daniela Ranieri

recensione Renata, monica, tatiana, claudia

Stradario aggiornato di tutti i miei baci  è una dedica dell’autrice “ai gatti ricoverati nelle cliniche veterinarie” che introduce subito uno dei primi racconti, esperienze raccolte in questo “stradario” di Daniela Ranieri. 

Il suo gatto per lei  “mediatore con le potenze invisibili”  si ammala e ricoverato in una clinica veterinaria, viene sottoposto ad un trattamento che gli toglie ogni dignità. Lei soffre e così soffre lui

 “due creature in pena nell’universo compatto e indifferente”. 

Il ricovero del gatto sembra preludere ad una serie di odissee ospedaliere che l’autrice racconta, non senza astio e livore nei confronti di medici e paramedici, con cui sembra ci sia una specie di resa dei conti in sospeso, una vecchia ferita che sanguina ad ogni contatto con l’ambiente sanitario. 

Ma Stradario aggiornato di tutti i miei baci  è soprattutto un “catalogo” delle sue esperienze amorose, spesso disastrose e laceranti, con uomini indifferenti, vanitosi, tirchi o traditori. 

Un elenco aggiornato e completo di amori finiti, o forse mai nati; eccetto il rapporto con A, il saggio e affascinante professore siciliano, che percorre come una linea rossa l’intera opera, nonché la memoria sentimentale della narratrice. 

Questo libro non è propriamente un romanzo, ma non può essere definito un saggio o un’opera di erudizione. È una raccolta di pensieri e di esperienze, quasi uno zibaldone o un’operetta morale. 

Dire che è scritto dal punto di vista della narratrice, quindi in prima persona, è quasi riduttivo: non stiamo leggendo il suo punto di vista, siamo letteralmente dentro la testa del suo io narrante, tra emozioni più intime e paure più ancestrali. 

Stradario è un lungo viaggio attraverso i sentieri perigliosi e talora contorti dell’io, che avvolge nella sua visione ipertrofica la percezione dell’universo intero. 

Non è amore a prima vista quello che ho provato leggendolo: è un libro poco scorrevole, a tratti difficile, soprattutto quando cede alla seduzione dell’accumulo di aggettivi e citazioni.

Le digressioni non mancano, a volte dirottano il percorso narrativo e disorientano il lettore. 

Rispetto ai dialoghi prevalgono le descrizioni arricchite da riferimenti letterari, mitologici o filosofici. Ad un certo punto, al catalogo di esperienze amorose si aggiungono pagine e pagine dedicate ai profumi: lo sguardo impietoso riservato agli uomini si intenerisce nel descrivere le fragranze ambrate o le essenze sublimi. Si intuisce che questa attenzione derivi dall’asportazione di un polipo dal setto nasale che restituisce alla protagonista un rapporto prima impossibile con il mondo dei profumi. 

Io, personalmente, ho avuto l’impressione che l’economia dell’opera ne subisse un contraccolpo, un’inutile sfida all’abbandono lanciata al lettore. 

Le difficoltà vengono superate da una scrittura potente ed elegante, con un lessico ricercato e prezioso che alleggerisce e ingentilisce periodi lunghi e articolati.  

Inoltre, ho apprezzato molto la cura editoriale riservata al libro, nella grafica e nell’impaginazione, nonché nell accurato lavoro di editing. 

Stradario aggiornato di tutti i miei baci è un bel libro da tenere sul comodino e da centellinare come un buon vino d’annata.

DESLY

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