Lettere in Bottiglia: I Really Want You di Abbye J. Leen

recensione Renata, monica, tatiana, claudia

Eccomi qui a recensire la storia di Amelia e Cesare. Due giovani ragazzi con entrambi un passato pesante.

Amelia, vent’anni, lavora nel bar di suo padre insieme alla seconda moglie e a una sorellastra perfetta. E non solo. Spesso aiuta anche la madre sui set fotografici al fianco di bellissime modelle, che la portano a dubitare di se stessa, del proprio fisico fino a sfociare nell’anoressia.

La ragazza dopo un ricovero in clinica lontano dai familiari e dagli amici, riesce a superare il problema e a ricominciare.

Cesare, ventitré anni, ha occhi color smeraldo e un fisico da urlo. La professione di fotografo lo porta a girare vari posti; tutto pur di tenersi lontano dalla sua città e cercare di andare avanti dopo che l’amore della sua vita, Ombretta, muore. 

Portando con sé quel forte dolore della perdita, nonostante gli anni passati siano tanti; non permette al suo cuore di guarire e di innamorarsi di nuovo. Al contrario sceglie solo storie occasionali.

Il suo lavoro lo porta in Sicilia e durante una colazione al bar verrà colpito da Amelia e i suoi occhi azzurri, molto simili a quelli della sua Ombretta. I due fin da subito inizieranno a provare una forte attrazione l’uno per l’altra e, complice involontario il lavoro della madre, si ritrovano spesso a godere della compagnia reciproca. 

Entrambi affronteranno un cambiamento personale.

La fragile Amelia ha paura di aprirsi completamente in quanto pensa che Cesare non potrebbe mai interessarsi ad una ragazza così poco attraente e bella.

Cesare, invece, riuscendo a vedere Amelia per quello che è veramente, si accorge che qualcosa dentro di lui finalmente si smuove, però, sembra non essere pronto.

Tra di loro incombe sempre la presenza di Ombretta, infatti, Cesare crede che continuando a frequentare la ragazza nuova, il ricordo della sua ex possa svanire. Si ritroverà così a combattere con il sentimento che pian piano gli sta rapendo il cuore fino a quando durante una vacanza, un suo errore lo porta a riflettere ma nel frattempo Amelia, tornata a casa senza di lui, cerca di allontanarlo. 

Dopo un iniziale chiarimento continuano con un lento e doloroso prendi e fuggi dove entrambi non riescono a fare a meno l’uno dell’altro pur consapevoli del male che si fanno a vicenda. Arrivando così alla sofferta decisione di lasciarsi nella speranza che, se veramente sono destinati a stare insieme, prima o poi il destino li rimetterà nuovamente sulla loro strada. 

E passano così quattro lunghi anni…

Il romanzo tratta temi molto importanti quali l’anoressia e la perdita del grande amore. 

Ci troviamo di fronte ad un argomento molto delicato come la forza e la voglia di ricominciare dopo il dolore, ma anche la paura di provare sentimenti nuovi. Con un amore forte ma tormentato che porta, molto spesso, i protagonisti a ferirsi a vicenda senza quasi rendersi conto del dolore che si provocano. 

Un amore che nonostante la sua profondità li porta ad allontanarsi per evitare di distruggersi a vicenda. 

La domanda che possiamo farci nel leggere questo romanzo è: “esiste il destino? Esiste una seconda possibilità per tutti? Se due persone sono destinate a stare insieme possono ritrovarsi dopo tanti anni, perdonarsi i propri errori e continuare a vivere nonostante l’ombra del passato?” 

Ho adorato ogni singolo momento di questo romanzo: dai primi passi del loro amore alla loro sofferenza fino a sperare nella loro storia. Sono stata catapultata direttamente nelle pagine del libro vivendo ogni attimo. 

Una lettura che lascia il lettore incollato alle pagine, incapace di togliere lo sguardo e con una punta di tristezza nel lasciare andare i protagonisti alla parola fine. 

Ho apprezzato la descrizione dei singoli soggetti sia quelli principali sia quelli secondari che fanno parte integrante del racconto e della vita dei loro personaggi. 

Inoltre, viene descritto il punto di vista di entrambi i protagonisti. 

Un unico rammarico è quello che, se non si è letto il primo libro, il lettore non sa come sia morta Ombretta: viene ricordato in modo marginale e senza un approfondimento. 

Nonostante questo piccolo “ostacolo” il romanzo scorre in modo veloce e piacevole.

Sono presenti scene esplicite ma che non ricadono nella volgarità. 

Consiglio vivamente la lettura del romanzo. 

TATIANA

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